Geopolitics

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Solo in primo piano
17h fa
Il conflitto con l’Iran mette in luce il valore delle ultime due raffinerie australiane, dice l’AD di Ampol
L’amministratore delegato di Ampol, Matthew Halliday, ha dichiarato in un’intervista che il conflitto legato all’Iran ha esposto la fragilità delle catene globali di approvvigionamento dei carburanti e ha rafforzato la rilevanza strategica delle due raffinerie rimaste in Australia (Ampol Lytton e Viva Energy Geelong). Insieme, secondo Halliday, coprono circa il 20% del fabbisogno nazionale e il governo ha esteso al 2030 i sussidi per la sicurezza dei carburanti. Pur con una ripresa graduale delle esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz, l’esecutivo di Ampol sostiene che la situazione resti instabile e soggetta a nuove tensioni. Il pezzo non segnala interruzioni effettive delle forniture né un’immediata impennata dei prezzi del petrolio, e non riporta nuovi dati o iniziative di OPEC o IEA.
17h fa
19h fa
Il maxi ampliamento RollsRoyce a Derby raddoppia Raynesway e crea oltre 1.000 posti per sostenere i reattori dei sottomarini
Il Ministero della Difesa britannico ha avviato l’ampliamento dello stabilimento Raynesway di RollsRoyce a Derby: il sito raddoppierà le dimensioni e creerà oltre 1.000 nuovi posti di lavoro per supportare le consegne dei reattori dei nuovi sottomarini d’attacco nucleari della Royal Navy. Il progetto è finanziato integralmente dal Defence Investment Plan del governo, che prevede investimenti per £300 billion nei prossimi quattro anni e a cui questa settimana sono stati aggiunti ulteriori £15 billion. RollsRoyce Submarines impiega 5,680 persone, oltre 5,000 delle quali a Derby, e nell’ambito dell’accordo trilaterale UK-AUKUS dovrà fornire tutti i nuovi impianti di reattori nucleari per i futuri sottomarini.
19h fa
22h fa
Metalli in tensione: rame e stagno passano dai massimi record a una fase di forte volatilità
Le tensioni geopolitiche legate alla guerra con l’Iran stanno pesando sul mercato dei metalli, dopo che rame e stagno erano saliti a massimi record e ora mostrano oscillazioni marcate. L’operazione Epic Fury ha aggiunto incertezza alle negoziazioni, modificando il quadro di mercato. Lo Stretto di Hormuz è al centro dei timori: la sua operatività appare ambigua per i trader, secondo fonti di mercato. In questo contesto, alluminio e rame risentono di interruzioni nella fusione e nelle catene di fornitura, mentre lo zinco si muove a sorpresa meglio delle attese.
22h fa
23h fa
Wall Street apre poco mossa mentre i titoli dei chip proseguono la discesa dopo la svendita di mercoledì
Avvio contrastato per Wall Street, con i titoli dei semiconduttori ancora sotto pressione: Micron Technology è scesa di un ulteriore 2,3% nella notte. In Asia, il Kospi sudcoreano ha perso il 7,9%, con SK Hynix in calo del 14,6% e Samsung Electronics in ribasso del 9,1%. Il petrolio è arretrato verso i livelli precedenti allo scoppio della guerra in Iran. I future sull’S&P 500 sono invariati, quelli sul Dow Jones segnano +0,2% e i future sul Nasdaq cedono lo 0,4%.
23h fa
1g fa
Gli Stati Uniti entrano nella nuova fase della “Trumpflation” dopo l’impennata dell’inflazione al 4,2% a maggio
L’articolo afferma che un’azione militare dell’amministrazione Trump contro l’Iran ha portato Teheran a chiudere lo Stretto di Hormuz, interrompendo il trasporto di circa 2000万 barili al giorno di liquidi petroliferi. Ne è seguita la crescita più rapida in trent’anni dei prezzi di benzina e diesel, che avrebbe spinto l’inflazione statunitense di maggio a un massimo triennale del 4,2%. Pur con un calo del prezzo del petrolio a giugno, il core PCE continuerebbe a salire, aumentando la probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed entro l’anno. Secondo l’articolo, questo scenario potrebbe interrompere la corsa storica dei tre principali indici azionari statunitensi.
1g fa
1g fa
Wall Street apre in calo mentre aumentano le tensioni tra Stati Uniti e Iran
All’inizio della seconda metà del 2026, l’escalation delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran ha alimentato timori sulla stabilità del Medio Oriente e ha pesato sull’avvio di seduta a Wall Street. In apertura, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 88 punti (-0,17%), mentre l’S&P 500 ha perso 20,5 punti (-0,27%). Il Nasdaq Composite ha registrato il calo più marcato, in flessione di 174,2 punti (-0,66%).
1g fa
1g fa
Brent a 72,33 $ e WTI a 69,12 $: il greggio scende mentre il mercato segue i colloqui Iran-USA e attende i dati sulle scorte USA
Iran e Stati Uniti hanno tenuto colloqui tecnici a Doha per stabilizzare la navigazione nello Stretto di Hormuz e lavorare verso un cessate il fuoco, mentre Washington ha confermato che i flussi di petrolio sono tornati ai livelli pre-conflitto. Il Brent è sceso dello 0,9% a 72,33 dollari al barile e il WTI dello 0,6% a 69,12 dollari, ai minimi dal 27 febbraio. Il mercato attende i dati EIA sulle scorte di greggio, dopo che l’API ha indicato un ulteriore calo delle scorte nella scorsa settimana.
1g fa
2g fa
Aumentano le tensioni tra Stati Uniti e Iran e le ipotesi di rialzo dei tassi, cresce la volatilità sui mercati
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran restano elevate: a Doha si sono svolti colloqui tecnici informali, ma Teheran ha rifiutato contatti di alto livello con Washington. In parallelo, i dati sulle posizioni lavorative vacanti negli Stati Uniti sono risultati solidi, rafforzando l’aspettativa che la Federal Reserve resti concentrata sul contrasto all’inflazione. L’avversione al rischio è aumentata e i future su Wall Street sono scesi; Nike ha perso il 3,3% dopo risultati sotto le attese e Shutterstock è crollata dopo l’annullamento della fusione con Getty Images. L’impatto sugli asset tradizionali si è concentrato sulla trasmissione del premio per il rischio geopolitico verso energia e azionario.
2g fa
2g fa
La rupia indiana scende a 95.2475 per dollaro, vicino ai minimi di tre settimane mentre il dollaro risale a 101.4
La rupia indiana è scivolata a un minimo vicino alle tre settimane, chiudendo a 95.2475 per dollaro dopo un calo giornaliero dello 0.6%, il più marcato dal June 8. Il movimento ha seguito l’indebolimento generalizzato delle valute asiatiche, con i mercati più prudenti in vista delle dichiarazioni del nuovo presidente della Federal Reserve e per l’incertezza sui negoziati tra Stati Uniti e Iran. Il rialzo dei rendimenti dei Treasury ha sostenuto il dollaro, spingendo l’indice del dollaro a 101.4, mentre le preoccupazioni su inflazione e possibili rialzi dei tassi restano elevate.
2g fa