Metalli LME tra guerra e negoziati: alluminio a $3.787,50/tonnellata e scorte sotto 400.000 tonnellate nel primo semestre 2026
Riepilogo di mercato AI
Reuters evidenzia come le interruzioni legate alla guerra in Iran e le mutevoli aspettative di pace abbiano determinato forti oscillazioni su tutti i metalli del LME nel primo semestre 2026. L'alluminio ha subito lo shock più diretto a causa delle fermate delle fonderie nel Golfo e dei vincoli logistici, con un irrigidimento delle scorte e un aumento dei prezzi prima che il premio di guerra svanisse. Il rame rimane in un intervallo laterale tra rischi di crescita contrastanti, carenze di acido solforico e l'incertezza incombente sui dazi statunitensi, mentre zinco e nichel riflettono deficit in evoluzione e il rischio di politica indonesiana.
Livello dell'impatto
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Nel primo semestre 2026, la guerra in Iran ha destabilizzato le catene di approvvigionamento nel Golfo Persico: da febbraio gli attacchi missilistici hanno fermato impianti di fusione di alluminio nella regione, riducendo la produzione regionale a un tasso annualizzato di 2 milioni di tonnellate. Le scorte di alluminio alla LME sono scese a poco più di 400.000 tonnellate, ai minimi di diversi anni, mentre il prezzo a tre mesi ha toccato a inizio giugno il massimo di quattro anni a $3.787,50 per tonnellata. Anche rame, zinco e altri metalli LME hanno incorporato un premio geopolitico e cambiamenti strutturali di domanda e offerta, spingendo i prezzi verso l’alto.