Trump chiede ai distributori di portare la benzina a circa $2.50 al gallone e minaccia “grossi problemi”

Riepilogo di mercato AI
Trump ha esercitato pubblicamente pressioni sui rivenditori di benzina affinché riducessero i prezzi alla pompa verso 2,50 dollari/gal e ha affermato che il DOJ dovrebbe indagare su presunti rincari speculativi, aumentando la percezione del rischio regolatorio e politico lungo l’intera filiera dei carburanti a valle. Il commento arriva mentre WTI e Brent si attenuano grazie al miglioramento della diplomazia tra Stati Uniti e Iran e ai recenti cali dai massimi trainati dal conflitto. Nel breve termine, l’attenzione del mercato potrebbe spostarsi sui margini e sulle azioni di policy, piuttosto che soltanto sui fondamentali del greggio.
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Donald Trump ha scritto su Truth Social che i rivenditori di carburante devono abbassare immediatamente i prezzi alla pompa, indicando come obiettivo “circa $2.50 a Gallon” e avvertendo che, in caso contrario, ci saranno “big problems”. Ha anche detto di aver chiesto al Dipartimento di Giustizia di indagare sulle compagnie petrolifere per presunte pratiche di “gouging” ai danni dei consumatori. Lunedì, secondo AAA, la media nazionale della benzina regolare era $3.86 al gallone, mentre in California era circa $5.45. Nello stesso momento, i futures sul WTI erano vicino a $70.36 al barile e il Brent a $73.61.