L’oro sale di oltre il 2% il 1 luglio dopo dati sull’occupazione più deboli e le parole di Warsh
Riepilogo di mercato AI
L'oro è balzato di oltre il 2% dopo un dato sull'occupazione ADP più debole e le osservazioni del presidente della Fed Warsh secondo cui i rischi di inflazione si sono attenuati, spingendo al ribasso i rendimenti dei Treasury e aumentando la domanda di metalli preziosi privi di rendimento. Il movimento ha inoltre sostenuto argento, platino e palladio, evidenziando un acquisto diffuso nel comparto dei metalli preziosi. I mercati sono ora concentrati sul prossimo rapporto statunitense sui nonfarm payrolls come prossimo catalizzatore per tassi e rendimenti.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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▲ Rialzista
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Il 1 luglio l’oro spot è salito del 2,1% a 4.089,49 dollari l’oncia, toccando il massimo degli ultimi sei mesi. Anche argento, platino e palladio hanno registrato rialzi rispettivamente del 2,8%, 3,1% e 1,6%. A sostenere i prezzi sono stati un dato ADP sull’occupazione privata sotto le attese (98.000 contro 118.000) e i commenti del presidente della Fed Kevin Warsh sul calo dei rischi d’inflazione, secondo Reuters. Il mercato attende ora la pubblicazione dei Nonfarm Payrolls del giorno successivo.