Regole cripto SEC: il sostegno di Ripple e il pressing per un tetto di raccolta a 150 milioni
In sintesi: le regole cripto della SEC hanno ottenuto il sostegno di Ripple, che chiede standard più chiari sui contratti di investimento. Sei organizzazioni blockchain hanno chiesto ai regolatori di codificare la classificazione delle commodity digitali. La Blockchain Association punta a esenzioni da 10 milioni per le startup e da 150 milioni per le raccolte.
Le regole cripto della SEC hanno incassato il sostegno di Ripple e di sette organizzazioni di settore, mentre il 20 ottobre si è chiuso il termine per i commenti. Ripple ha esortato la Securities and Exchange Commission (SEC) ad adottare il Regulation Crypto Assets. Sei organizzazioni blockchain hanno depositato una richiesta congiunta, e la Blockchain Association ha proposto di raddoppiare due limiti di raccolta. La SEC ha presentato la proposta il 18 agosto. Nessuna delle esenzioni previste è entrata in vigore: il regolamento resta subordinato all’approvazione finale dell’agenzia.
Ripple sostiene le regole SEC e chiede contratti più chiari
Ripple ha inviato una lettera di commento a sostegno della competenza della SEC a finalizzare il Regulation Crypto Assets. Alderoty ha affermato che l’agenzia dovrebbe usare il test Howey per stabilire se una transazione comporta un contratto di investimento. È il contratto a generare l’obbligo in materia di titoli, non il token sottostante a diventare automaticamente uno strumento finanziario. Il dirigente ha criticato il precedente ricorso della SEC a singoli casi di enforcement per risolvere le questioni sugli asset cripto. Alderoty ha spiegato che Ripple ha speso più di 150 milioni di dollari per ottenere chiarezza legale e ha sostenuto che le imprese hanno bisogno di regole che indichino quali promesse agli investitori fanno scattare i requisiti sui titoli. Ha inoltre chiesto ai regolatori di valutare quando un emittente ha completato tali impegni.
Chainlink e altri cinque gruppi blockchain chiedono regole sulle commodity
Chainlink Labs, con Cardano Foundation, Hedera, Aptos Labs, Ava Labs e Stellar Development Foundation, ha presentato una richiesta separata alla SEC. Le sei organizzazioni vogliono che la definizione di commodity digitale entri direttamente nel regolamento finale, invece di restare nel materiale esplicativo. L’interpretazione della SEC di marzo 2026 indicava XRP, ADA, LINK, HBAR, XLM, APT e AVAX tra gli esempi di commodity digitali, descrivendo asset il cui valore deriva da una rete cripto funzionante e dall’offerta e dalla domanda di mercato. Taylor Barr, responsabile delle politiche di Chainlink, ha dichiarato che la coalizione punta a regole durature per gli sviluppatori. Il gruppo ha anche chiesto alla SEC di chiarire che le commodity digitali non rappresentano automaticamente diritti di proprietà, diritti sui flussi di cassa o altri interessi comunemente legati ai titoli.
Blockchain Association: tetti di raccolta più alti
La Blockchain Association ha sostenuto la proposta, chiedendo però modifiche alle disposizioni sulla raccolta fondi. Il gruppo di settore ha esortato la SEC ad alzare l’esenzione per le startup da 5 a 10 milioni di dollari e il limite per le offerte maggiori da 75 a 150 milioni. L’associazione vuole che i regolatori escludano airdrop e ricompense di rete dal calcolo del capitale raccolto da una startup nell’ambito dell’esenzione. Nella lettera del 20 ottobre chiede inoltre regole che tengano conto di team decentralizzati, fondatori seriali e registri blockchain pubblici nella valutazione degli obblighi di disclosure. Un’altra richiesta riguarda i token esistenti: l’associazione chiede alla SEC di consentire a terzi di presentare la documentazione quando gli emittenti originali non sono in grado di farlo. Propone poi test più chiari per stabilire quando un team di sviluppo ha concluso il lavoro che costituiva la base del contratto di investimento.
La SEC esamina i feedback del settore sulle esenzioni cripto
La SEC ha presentato il Regulation Crypto Assets il 18 agosto. Secondo la bozza, gli emittenti idonei potrebbero offrire fino a 5 milioni di dollari in quattro anni o 75 milioni in ciascun periodo di 12 mesi senza la registrazione tradizionale dei titoli. Entrambe le strade richiederebbero informative agli investitori e il rispetto continuativo delle norme federali antifrode. L’esenzione maggiore comporterebbe obblighi di bilancio e di reporting periodico. Il safe harbor proposto si applicherebbe solo dopo che l’emittente ha adempiuto o chiuso definitivamente le attività manageriali essenziali promesse e ha soddisfatto le altre condizioni della norma.
Altri commenti hanno chiesto ulteriori modifiche. L’Hyperliquid Policy Center ha sollecitato la SEC a chiarire il trattamento delle distribuzioni gratuite di token. L’Alternative Investment Management Association ha chiesto maggiori dettagli sui diritti degli investitori e sui rischi potenziali per i gestori di fondi. Il periodo ufficiale di consultazione si è chiuso il 20 ottobre, ma la SEC può ancora ricevere contributi tardivi.
Questo report ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza legale o finanziaria. Gli investimenti in cripto comportano rischi regolatori e di mercato; i lettori sono invitati a svolgere ricerche indipendenti.